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Posted on apr 16, 2014

A lezione con la CAN PRO

A lezione con la CAN PRO

paganelli peraino lombardi mainardiOspiti della lezione tecnica di martedì 15 Aprile erano Marco Mainardi della sezione di Bergamo, arbitro in forza alla CAN PRO, e Michele Lombardi della sezione di Brescia, al primo anno da assistente in CAN PRO, con un passato da arbitro di CAN D.                                                                                                                                                             Dopo le presentazioni di rito da parte del Presidente prende la parola Marco che ci propone subito un breve filmato: una raccolta di spezzoni di gare da lui dirette in questa e nella scorsa stagione. Falli di gioco, ammonizioni, espulsioni, sospensione della gara, gestione delle panchine, tutte situazioni che capitano o potrebbero capitare ad ogni arbitro, ogni domenica, su ogni terreno di gioco; ma la cosa importante da cogliere in quei filmati era che in ogni situazione mostrataci era presente un errore. Da qui l’apertura verso un discorso improntato sull’importanza di essere bravi a fare dei propri errori un mezzo per crescere e non smettere mai di accumulare esperienza, condividendoli con i colleghi durante le riunioni o durante gli allenamenti, per una crescita non solo del singolo ma anche del gruppo. Marco ha poi definito le tre sfere dell’arbitro: la sfera tecnica, tattica e atletica. Tre “must” dell’arbitro moderno, il quale deve però essere anche bravo ad allenare la sfera delle emozioni, regolando i conflitti emotivi che sorgono quando si scende in campo, gestendo la pressione della gara, sapendo mettere da parte un errore e andare avanti perché tanto ormai quel che è fatto, è fatto.

Poetica, infine, la chiusura del suo intervento che attraverso una piccola storiella ha voluto sottolinearci come si debba sempre sognare e credere nei propri mezzi perché, se si smette di farlo, ci sarà sempre qualcun altro che lo farà al posto tuo.

La palla ora passa a Michele. Il tema principale del suo discorso è stata la figura dell’assistente.

In particolare ha voluto sottolineare come sia difficile per un assistente emergere perché, al contrario dell’arbitro, le situazioni che un assistente deve valutare sono per lo più o bianche o nere; sono rare quelle situazioni grigie nelle quali prendere la decisione giusta è importantissimo per mettersi in mostra, sono invece molto più frequenti per un arbitro. Da qui l’importanza della concentrazione, la quale deve essere sempre massima per non sbagliare quei , ormai famosi, “casi grigi”. Altro tema di fondamentale importanza che Michele ha voluto sottolineare è la collaborazione tra i componenti della squadra arbitrale. Collaborazione che comincia già dal colloquio pre-gara, necessario per dividersi i compiti e non trovarsi spiazzati e in difficoltà in casi di difficile valutazione. A tal proposito un altro interessante filmato ci ha fatto capire quanto sia importante, da parte di tutta la squadra di arbitri, tenere un livello di concentrazione massimo in ogni situazione per essere in grado di uscire sempre da ogni caso critico con la decisione corretta. Perché, come giustamente Michele ha voluto ricordarci, quando si commette un errore in campo non è un errore dell’arbitro o un errore dell’assistente ma è un errore di tutti, perché in campo si deve essere squadra.

Un caloroso applauso ha infine salutato i nostri ospiti, meritevoli di averci portato esperienze di campo che sicuramente avranno arricchito il bagaglio di conoscenza di tutti noi arbitri.

La serata si è poi conclusa con un piccolo rinfresco pasquale in sezione e una cena in compagnia degli ospiti.

Gianluca Mozzali