Coverciano esperienza indescrivibile!!!

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29-30-31 gennaio sono i giorni che hanno impegnato quattro nostri associati nel raduno intersezionale a Coverciano.
Con le sezioni di Brescia, Chiari, Lovere e Sesto San Giovanni si parte per Firenze.
Il viaggio è un buon momento per cominciare a rompere il ghiaccio, e permettere al gruppo di conoscersi in vista dei tre giorni di attività che li aspetta.
L’arrivo al Centro Tecnico Federale è nel primo pomeriggio, e in attesa di sapere quale aula sarà destinata all’inizio dei lavori il gruppo comincia ad incrociare con entusiasmo volti famosi.
Assegnata l’aula viene presentato il fitto programma dei tre giorni e si parte in quinta, perché il primo argomento toccato dagli accompagnatori, nonché mentori del raduno, è la preparazione della gara, mentalmente e fisicamente ogni sportivo non può esimersi da questo momento fondamentale, soprattutto un arbitro il cui compito principale è decidere e per farlo la preparazione tecnica e fisica è necessaria.
La lezione inaugurale subisce una pausa, di passaggio infatti c’è il Presidente Nazionale dell’aia; Marcello Nicchi presiede l’aula per 10 minuti, si complimenta col gruppo per essere a Coverciano ma da arbitri in erba la strada è ancora lunga da fare con impegno e sacrificio, è esplicita e significativa la frase che più di tutte ci colpisce “voi fate gli arbitri, ancora non lo siete, e per diventarlo la strada è lunga e faticosa”.
I successivi due giorni e mezzo si snodano in un impegnativo programma, dai quiz regolamentari all’ assegnazione di lavori a gruppi che prendono in considerazione vari aspetti dell’arbitraggio: il potere dell’arbitro, la sua figura, l’elaborazione di quiz regolamentari e l’analisi di filmati. Gli elaborati sono poi esposti nel corso dei vari momenti di riunione, dove il confronto diretto tra i vari partecipanti non manca, alimentato dalla voglia di fare bene e dalla curiosità del confronto tra individui e sensibilità diverse.
Durante questo momento di lavoro i gruppi più fortunati riescono addirittura ad avere consigli straordinari da qualche arbitro di seria A che passa per i corridoi o per gli spazi comuni e che molto disponibile e gentile non esita a condividere la sua esperienza; proprio come fanno gli arbitri di can a Damato e Mazzoleni, designati per il derby di Milano, la sera, davanti a tutto il gruppo. I due lasciano piena libertà alla lezione rispondendo alle varie domande, che spaziano da aspetti tecnici a mere curiosità riguardo i riti scaramantici.
Oltre alla mente per arbitrare serve anche il fisico, perciò non mancano due intensi allenamenti nella scaletta della tre giorni, il primo volto a simulare il riscaldamento prepartita, fondamentale per essere reattivi anche nei primi minuti della gara, il secondo invece è propedeutico allo spostamento in campo, l’uso di allunghi, scatti e corse laterali.
La ciliegina sulla torta del raduno è la visita allo storico Museo del Calcio, guidata dall’altrettanto storico custode Fino Fini, per anni medico della Nazionale che ora cura i cimeli e la storia del calcio italiano ai massimi livelli.
Il raduno termina con i ringraziamenti ed i saluti di rito la domenica pomeriggio, andando il gruppo porta con se tre giorni intensi, di crescita sportiva, di inevitabili sogni in grande che il Centro tecnico porta in se ma che si possono costruire solo passo dopo passo partendo dalla domenica successiva, sul terreno di gioco ad applicare il regolamento con un mattoncino in più di consapevolezza.