Autore: Nicolò Moroni

LEZIONE TECNICA DEL 30/04/2018 , OSPITE: LUCA PAIRETTO

In data Lunedì 30 aprile 2018, la sezione di Treviglio ha accolto un graditissimo ospite, Luca Pairetto, arbitro effettivo della CAN A della sezione di Nichelino, che ha avuto il compito di svolgere la lezione tecnica. Davanti ad una sala gremita, dopo le consuete presentazioni di rito, il 34enne fischietto piemontese ha voluto subito chiarire come il suo intento fosse quello di trasmettere a tutti gli associati trevigliesi, un “pizzico” della sua esperienza arbitrale, cominciata sui campi della provincia piemontese nel lontano 1999. La lezione non è stata incentrata sulla visione e sul commento di alcuni episodi, ma su determinati aspetti fondamentali nella carriera di un arbitro.

Innanzitutto il percorso formativo di un arbitro richiede impegno, costanza e passione, necessari per svolgere nel migliore dei modi il proprio ruolo. “Bisogna avere pazienza”, non importa quanto tempo ci si impieghi per salire di categoria, l’importante è essere consapevole dei propri mezzi così come dei propri limiti: riflettere sugli errori che si sono commessi sui campi di gioco serve per crescere e maturare.
La motivazione è una caratteristica fondamentale per un ufficiale di gara, bisogna arbitrare avendo la giusta “tensione” per il match che si andrà a svolgere: essa non deve sfociare nella paura e nell’ansia, poiché la serenità sta alla base della buona riuscita della performance arbitrale. Inoltre Luca ci ha ricordato che non dobbiamo avere paura del giudizio dell’osservatore, perché la sua esperienza non sarà mai comparabile alla nostra e la sua valutazione acritica del nostro operato deve servire da stimolo per migliorarsi partita dopo partita. Da un arbitro ci si aspetta sempre molto ed è per questo che dobbiamo dare sempre tutto quello che abbiamo sul terreno di gioco; questo sforzo ci aiuterà a diminuire sempre di più la nostra percentuale di errori. Pairetto ha citato non a caso, una frase significativa del compianto Stefano Farina: “Bisogna essere come dei chirurghi, fare bene non una sola volta ma continuamente”.
L’approccio alla categoria è altresì essenziale: è da come ci si prepara ad una gara (di qualunque categoria essa sia) ,che si riconoscono i “loosers” (perdenti) e i “winners” (i vincenti).
La professionalità è necessaria per un buon arbitro, poiché è quello che i ventidue giocatori in campo e il pubblico sugli spalti si aspettano da noi; né va della nostra credibilità, non solo come singolo ma come categoria arbitrale alla quale apparteniamo. In questo contesto l’allenamento è decisivo: vedere una fallo a sessanta metri è diverso dal vederlo a dieci metri di distanza. Per farci capire quanto la preparazione atletica sia fondamentale, il fischietto piemontese ci ha mostrato una slide contenente un articolo della Gazzetta dello Sport in cui l’ex campione NBA Ray Allen descriveva la sensazione di soddisfazione che ogni volta provava appena concluso un buon allenamento; il sacrificio alla fine paga sempre.
La crescita tecnica passa dalla comprensione della gara e dalla serenità con la quale bisogna arbitrare: sui campi di gioco dobbiamo lasciarci alle spalle tutti i nostri problemi quotidiani, poiché potrebbero condizionare la nostra prestazione. In un altro video che Luca ci ha mostrato, Michael Jordan, durante la sua nomina alla Hall of fame del basket mondiale, pronunciò una frase piuttosto indicativa: “I limiti come le paure sono solo delle illusioni”. La nostra in fondo è solamente una partita di calcio, non dobbiamo temerla o averne paura: l’arbitraggio per noi deve essere prima di tutto un divertimento.
Il graditissimo ospite ha chiuso la lezione con un altro filmato: dopo una sconfitta della sua squadra in cui probabilmente aveva subito una decisione arbitrale erronea, l’ex tecnico del Marsiglia Marcelo Bielsa, nello spogliatoio fece un discorso dal tono “epico”, il cui messaggio finale invitava i suoi giocatori ad accettare l’ingiustizia, perché con quello stesso sacrificio, impegno e passione mostrato durante quella partita, alla fine tutto si sarebbe equilibrato.
Terminata l’interessantissima lezione tecnica il vice-presidente Paolo Suardi ha consegnato un piccolo presente al nostro ospite odierno e lo ha ringraziato per la sua brillante e formativa LTO.

“Work hard beats talent”
(Kevin Durant, campione NBA)

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